


Non tutti e non sempre siamo consapevoli di provare vergogna, di solito la nascondiamo o tendiamo a sbarazzarcene. Ci vergogniamo della vergogna!!
Dovremmo piuttosto accettarla, modularla e attenuarla. Sarebbe anche utile imparare a riconoscerla attraverso altre emozioni che sono strettamente legate e che arrecano disagio come ad esempio l’umiliazione, la timidezza, l’imbarazzo, la mortificazione, la colpa.
Questa emozione primaria caratterizza tutte le età, infatti anche i bambini di pochi anni, sviluppano un “sé cattivo” distinto da un “sé buono” se il caregiver (la persona che si prende cura del bambino) disapprova un suo comportamento o bisogno. Da ciò può conseguirne, anche in età adulta, un conflitto interno fra bisogni; un bisogno verrà sentito come necessario e contemporaneamente come spregevole, inadeguato e inopportuno
LE CONDIZIONI

Numerose possono essere le condizioni in cui possiamo sentire vergogna perché siamo (o ci sentiamo) rifiutati da persone a cui teniamo, o qualcuno ci fa sentire che il nostro comportamento reca in sé qualcosa di immorale o di sbagliato. Talvolta anche l’essere traditi può arrecare vergogna, così come l’essere derisi e presi in giro o criticati in pubblico. Alcune volte possiamo magari ricordarci di aver avuto un comportamento sbagliato nel passato e vergognarcene. Anche sentire delle emozioni, di per sé neutre, che vengono invalidate da qualcuno per noi importante, può provocare vergogna. Oppure rivelare a qualcuno qualcosa di molto privato della nostra vita o esporre caratteristiche del nostro corpo che non amiamo o che riteniamo brutte. Anche il fallimento in qualcosa in cui pensavamo di essere competenti, arreca vergogna.
L’INTERPRETAZIONE

L’interpretazione e il giudizio che diamo degli eventi, gioca un grosso ruolo nella sofferenza dovuta alla vergogna, così come anche verso altre emozioni da noi ritenute spiacevoli. Possiamo per es. pensare che gli altri ci rifiuteranno (E in questo caso ci giudicheremo come inferiori). Paragonare noi stessi agli altri e sentirci perdenti, pensando di essere cattivi o sbagliati o difettosi o sentirci troppo grassi o troppo magri o brutti, pensare che quello che facciamo sia brutto o disdicevole.
ASPETTI POSITIVI

Ma la vergogna ha anche aspetti positivi, così come tutte le altre emozioni, per es. Può produrre comportamenti più adattivi volti alla pace e all’accordo sociale.
La vergogna quindi può regolare la distanza sociale fra due poli: eccessiva vicinanza e lontananza: quando i nostri confini vengono violati (eccessiva vicinanza) noi proviamo vergogna e quindi possiamo utilizzare questa come “segno” che qualcosa non va, interrogarci, riflettere e mettere in atto comportamenti opportuni affinché vengano ripristinati i confini giusti per noi, per la nostra sicurezza. Quando, al contrario, veniamo allontanati dal gruppo (eccessiva lontananza), anche in questo caso, possiamo farci guidare dalla vergogna e modulare il nostro comportamento in modo da rientrare nel gruppo.
Essa può essere segno molto importante a livello relazionale: può significare una non sintonia nel rapporto, grave minaccia e pericolo.
Questa emozione ha dunque un’ importante funzione sociale
ASPETTI NEGATIVI

Quando la vergogna è cronica, produce anche conseguenze molto negative. Ad esempio, si perde completamente la capacità di distinguere fra situazioni di pericolo o di sicurezza ( difetti di neurocezione). Questo anche perché la vergogna spegne quasi completamente le capacità cognitive (crollo cognitivo), incapacità e intolleranza completa a restare connessi nelle relazioni (contatto oculare assente, collasso corporeo… ).
Altri aspetti estremamente negativi sono legati al fatto che la vergogna inibisce completamente le emozioni positive come ad es la gioia, l’interesse, la curiosità, la compassione, la rabbia, le spinte sessuali e il senso di connessione con noi stessi e col momento presente lasciando così spazio alla possibilità di provare sensazioni di disintegrazione emozionale, fisica e cognitiva (ad es confusione).
Quasi sempre la vergogna comporta evitamento della propria esperienza interna (non voglio sentire, guardare, connettermi con il mio mondo interno).
CORRELATI FISIOLOGICI
La vergogna è legata sia all’iper arousal (rossore, aumento del battito cardiaco), che all’ipo arousal (spegnimento, collasso, desiderio di nascondersi). Inoltre è associata alla produzione del cortisolo in quanto pone il sistema in un profondo stato di stress (Asse ipotalamo-ipofisi-surrene).
COME CI DIFENDIAMO DALLA VERGOGNA?
COSA FARE?

LA VERGOGNA MI HA INGANNATO
Me ne sono accorta oggi, una domenica assolata.
D’improvviso sento te, anima mia addormentata.
Un sussurro… una vocina.. mi dicevi tante cose.
Già sapevo, sì… da tempo.
Io sapevo e nascondevo.
Nascondevo la Bellezza,
nascondevo Verità,
nascondevo la Giustizia del sapere di te, Vita!
Com’è bello, com’è dolce…
Com’è dolce di sapere che la grotta dove stavo
e che amavo proprio tanto,
mi ha ingannato e imbrogliato.
La vergogna mi diceva che era tutto brutto fuori!
La vergogna brutta assai mi rendeva vile assai.
La vergogna trasformava la splendezza in nefandezza.
Ma va via, dai! Su dai!
Tu vergogna svergognata hai ammazzato me e molti.
Devi essere giudicata al tribunale del Risveglio!
La Coscienza mia e di tutti contro te or sono unite.
Basta ora, ora basta.
O vai via O andrai via.
Tu non sei la benvenuta e lo sai, mai più sarai
qui assisa al banchetto a mangiare il nostro Bene.
Non ti voglio, te lo urlo!
E di anche mi burlo!
Ora posso. Ora sono. Ora voglio. Ora è l’ora!
(Poesia tratta dalla raccolta “Le non parole”, di Angela Varasano)
Dott.ssa Angela Varasano
Psicologa, Psicoterapeuta e Psico-traumatologa
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