


Cosa succede nel nostro cervello quando affrontiamo un trauma e ci sentiamo in pericolo?
Rispondiamo alla domanda dal punto di vista della TEORIA POLIVAGALE del neurofisiologo americano STEPHAN PORGES.
Anzitutto va detto che di fronte a situazioni che percepiamo minacciose reagiamo con l’AROUSAL (ATTIVAZIONE) con cui si modificano alcuni parametri come la frequenza cardiaca, il ritmo della respirazione la motilità intestinale , la conducibilità elettrica della pelle ecc..
Questa VIGILANZA è strettamente collegata a SUBSTRATI ANATOMICI: i centri regolatori dell’arousal risiedono nel TRONCO DELL’ENCEFALO
TRONCO DELL’ENCEFALO —-> REGOLAZIONE AROUSAL

Il tronco dell’encefalo funziona senza coinvolgere il SISTEMA LIMBICO (emozioni) e LA CORTECCIA (elaborazione). Utilizza invece il SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (formato da SIMPATICO e PARASIMPATICO)

—-> CORTECCIA (Elaborazione)
—-> SISTEMA LIMBICO (Emozioni)
—-> TRONCO DELL’ENCEFALO (attivazione = Arousal)
Se uno stimolo ha una intensità minima, l’organismo reagisce solo col sistema nervoso autonomo; se invece ha un’ intensità moderata, coinvolge il sistema limbico cioè entrano in campo le emozioni; se l’intensità aumenta ancora, lo stimolo viene processato dalla corteccia (elaborazione).
Esempio: Un RUMORE può essere un oggetto che cade e in questo caso avrò un sussulto e aumenterà il battito del cuore, il ritmo del respiro ecc (Sistema nervoso autonomo); se l’oggetto è pesante e cade in modo da rappresentare per me un pericolo, non solo avrò un sussulto ma sperimenterò l’emozione della paura (cervello limbico emozionale); se l’oggetto che cade è indizio del sopraggiungere di un terremoto, metterò in atto azioni conseguenti (Corteccia cerebrale, divento consapevole di ciò che succede, elaboro e decido cosa sia meglio fare).
Il TRAUMA altera l’armonica connessione fra queste parti del cervello. Alcune parti normalmente collegate fra loro, si dissociano e questo lo si può vedere tramite la risonanza magnetica con le tecniche di neuro imagining.

Questa “non associazione” NON permetterà l’elaborazione dell’esperienza traumatica che quindi resterà come un “corpo estraneo” nel cervello (memoria traumatica). Il fatto accaduto non è integrato a livello della CORTECCIA PRE-FRONTALE per cui si verificherà una iper- attivazione delle strutture sottocorticali (amigdala).
L’AREA DI BROCA (area deputata al linguaggio) SI DISATTIVERÀ (lobo frontale ).
—-> IL FATTO NON E’ INTEGRATO NELLA CORTECCIA PRE-FRONTALE
Quando in seduta emergerà un ricordo, il paziente non riuscirà a verbalizzare e l’esperienza traumatica non potrà essere integrata poiché mancherà la verbalizzazione (Broca) e l’elaborazione (Corteccia Pre-Frontale). Ecco perché l’elaborazione del trauma potrà avvenire solo attraverso il corpo. Uno dei modi, è l’uso della teoria poligale
TEORIA POLIVAGALE vs TEORIA CLASSICA
TEORIA CLASSICA: Classicamente il sistema nervoso autonomo viene diviso in DUE (sistema binario) simpatico e parasimpatico, sistemi che si equilibrano continuamente.
IL SIMPATICO aumenta l’arousal cioè l’attivazione mediante adrenalina e noradrenalina fight/flight (evitamento attivo)
IL PARASIMPATICO diminuisce l’arousal, la frequenza cardiaca, facilita il riposo. Agisce attraverso il nervo vago.
Quindi da una parte abbiamo la teoria classica secondo cui di fronte al pericolo si attivano il sistema simpatico e parasimpatico e dall’altra abbiamo
LA TEORIA POLIVAGALE. Porges esamina la linea filogenetica cioè le tappe evolutive attraverso cui si è formato il sistema nervoso negli animali e poi nell’uomo. Cosa emerge? Che il SISTEMA NERVOSO PARASIMPATICO che funziona attraverso il NERVO VAGO è composto da due circuiti :
VENTRO-VAGALE (più nuovo) che innerva i muscoli del volto e quindi è coinvolto nella mimica, controlla la laringe e quindi regola la voce, regola il respiro, calma il cuore, riduce il sistema simpatico e promuove comportamenti sociali. Attraverso il contatto sociale, quindi, il Parasimpatico calma il Sistema Simpatico
IL DORSO VAGALE (più antico) controlla le funzioni viscerali di stomaco, intestino, vescica.
Questi livelli di attivazione sono così legati a diversi TIPI DI AMBIENTE
AMBIENTE SICURO: prevale il sistema ventro-vagale, l’interazione sociale, l’attaccamento, il gioco e l’esplorazione
AMBIENTE INSICURO il pericolo percepito attiva il sistema simpatico, quindi si verificheranno risposte di attacco/fuga o di blocco /freezing
PERICOLO DI VITA prevale il dorso vagale con evitamento passivo, numbing (intorpidimento, anestesia) dissociazione, immobilità.
Quindi di fronte al pericolo, la persona
I RIVOLTI CLINICI sono notevoli: in terapia avviene un continuo scambio tra terapeuta e paziente che regola l’affettività e promuove sensazioni di sicurezza e fiducia.
In caso di TRAUMA, il sistema autonomo della persona perde la sua flessibilità e rimane bloccato in uno stato di allerta dorso-vagale o simpatico e la persona continua a sentirsi minacciata e in pericolo.

ESEMPIO DEL SEMAFORO
VERDE lo stimolo è interpretato come non pericoloso. Viene coinvolto il VENTRO VAGALE che innerva i muscoli del volto, gli organi sopra il diaframma. Questo circuito si chiama SES Social Engagement System che rappresenta la risposta sociale del Sistema nervoso autonomo. Con questo sistema cerchiamo il contatto oculare e somatico con l’altro e quindi questa è una risposta socialmente adeguata
GIALLO la situazione viene percepita come pericolosa. Interviene il sistema nervoso simpatico— attacco o fuga cioè fight – flight
ROSSO se lo stimolo è soverchiante e magari c’è un rischio di vita, si attiva il DORSO VAGALE che conduce alla “finta morte” la persona sviene oppure sopravvengono sintomi dissociativi.
La Teoria Polivagale dà la possibilità di agganciare il paziente a livello dell’attivazione dell’aerosol che sta vivendo, comprendendone i comportamenti
Dott.ssa Angela Varasano
Psicologa e Psicoterapeuta
Esperta ACT (Acceptance and Commitment Therapy)
Psicotraumatologa