Le Convinzioni

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LE CONVINZIONI sono strettamente legate all’Autostima e affondano le loro radici nell’educazione familiare, nella scuola, nelle convinzioni personali che si sono venute a stratificare nell’esperienza di ognuno.

Con il trascorrere del tempo, un pò per abitudine, un pò per esigenza di economia interna del cervello (che fa sì che certi meccanismi si mettano in moto automaticamente senza essere più sottoposti a ulteriore controllo) le convinzioni diventano Verità! Si continua a usarle e a farne veri e propri perni delle proprie scelte decisionali e (in qualche caso) a subirne conseguenze spiacevoli o addirittura distruttive nella propria vita, senza mai metterle in discussione. 

Ebbene, il primo passo per aumentare la propria Autostima è proprio quello di mettere in discussione le proprie convinzioni. Come? Anzitutto identificandole, perché sono immerse e intrecciate strettamente a cognizioni di diverso tipo e si confondono in una sorta di magma indifferenziato, difficili da cogliere nella loro specificità.  Se non si fa questo lavoro di differenziazione, si rischia di restare legati a un palo come gli elefantini indiani: 

quando vengono catturati, infatti, gli elefantini vengono legati a un palo e continuano a restare in questa condizione anche quando, cresciuti, potrebbero facilmente liberarsene! Pensano di non farcela quando invece sarebbe facilissimo! Così agiscono le nostre convinzioni. Si vuole dunque restare imbrigliati nelle proprie  strutture mentali o  si vuole scegliere invece di liberarsene? Si vuole continuare a pensare “Non posso farlo”, “Non potrò mai”? Oppure si vuole pensare di poterlo fare?

EFFETTO PLACEBO Per comprendere quanto potere abbiano le convinzioni sulla psiche, basti pensare agli studi sull’effetto placebo del medico statunitense Henry Beecher il quale durante la seconda guerra mondiale somministrò a un soldato ferito dell’acqua salata invece della morfina poiché di questa erano finite le scorte; poté così operare il paziente e salvargli la vita in quanto si era alzata la soglia del dolore! In un altro esperimento all’Università di Harvard su due gruppi di studenti, egli poté mostrare che l’aspettativa positiva modifica le reazioni dei soggetti coinvolti.  Ad un gruppo infatti fu somministrata amfetamina (eccitante) dicendo fosse un calmante e ad un altro dei barbiturici (sedativi), dicendo fosse un eccitante. Ebbene, la maggior parte dei soggetti coinvolti reagì secondo quanto era stato detto, piuttosto che secondo il principio attivo. Le convinzioni/credenze, risultarono più forti dell’aspetto biochimico. Ciò vuol dire che l’aspettativa modifica lo stato di salute e, in generale, comporta delle conseguenze strettamente legate alle aspettative stesse.

EFFETTO PIGMALIONE L’Autostima si correla perfettamente anche al cosiddetto “Effetto Pigmalione” (o “Profezia che si auto-realizza) studiato da Robert Rosenthal, Professore di Psicologia sociale ad Harvard  e da Lenore Jacobson, maestra della scuola elementare di San Francisco. L’obiettivo per il quale si fece il famoso esperimento nel 1965, era quello di studiare l’aspettativa degli insegnanti sul rendimento degli alunni. I due studiosi sottoposero un gruppo di alunni di una scuola elementare della California a un Test di Intelligenza; successivamente selezionarono in modo del tutto casuale  dei bambini e fu detto agli insegnati che questi avevano ottenuto i risultati migliori al Test e che quindi avevano un Quoziente Intellettivo più alto.  L’anno successivo, Rosenthal potè verificare che questi bambini, pur essendo stati scelti in modo del tutto casuale, avevano effettivamente migliorato il loro  rendimento scolastico diventando i migliori della classe. Questo era accaduto a causa delle aspettative positive degli insegnanti che possono quindi essere considerate profezie auto-verificantesi! Se un insegnate crede, quindi, che un bambino sia poco dotato, lo tratteranno di conseguenza; da quì, il bambino tenderà a credere di essere quello che l’insegnate pensa di lui, confermando le sue aspettative negative.

Lo stesso avviene con le auto-convinzioni (“Non sono molto intelligente”, “Sono brutto”, “Sono grassa”, “Non ce la farò mai”, “Gli altri sono migliori di me”, “Non sarò mai all’altezza della situazione”) e le etero-convinzioni (“Sei troppo iperattivo”, “Sei troppo pigro”, “Non sei capace”)!

Quello che bisogna fare, dunque, per rafforzare l’Autostima, è mettere in discussione tali credenze. Modificare ciò che ci si aspetta, perché, come si è visto, l’aspettativa modifica il risultato.

Le credenze vengono interiorizzate in maniera automatica; bisogna quindi che si scardini tale automatismo e le si mettano in discussione, sostituendo quelle depotenzianti, che limitano l’azione e indeboliscono, con quelle potenzianti, che rendono efficaci e permettono di accedere a risorse che migliorano la nostra azione, il rapporto con gli altri, la qualità della vita e le performance in generale.