Trasformare le convinzioni depotenzianti in potenzianti

Le Convinzioni
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LA DECISIONE la prima cosa da fare per trasformare le convinzioni depotenzianti (diminuiscono il nostro valore, hanno conseguenze negative su noi stessi e sugli altri) in potenzianti (aumentano il nostro valore, hanno conseguenze positive su noi stessi e sugli altri), è decidere!

In fondo un problema è ciò che ha una soluzione, per cui non bisogna fare altro che cercarla e questo lo si fa decidendo. Noi vogliamo metterci nella posizione di affrontare il problema per risolverlo.

Si pensi al noto mezzofondista Roger Bannister che riuscì a correre per un miglio in meno di quattro minuti. Da considerare che all’epoca, cioè nei primi anni ’50, la scienza aveva stabilito delle vere e proprie Colonne d’Ercole: l’uomo non può coprire un miglio in meno di quattro minuti. Ebbene, confidando nel coraggio e nella determinazione, riuscì nel suo intento infrangendo addirittura dei limiti scientifici!

Una volta affrontato questo importante momento e deciso di andare al di là dei limiti, iniziamo a riflettere sulle nostre convinzioni. Ci accorgeremo subito di quanto sia complesso farlo, poiché queste sono molto intrecciate fra di loro, a volte quasi inestricabilmente, fino a formare dei veri e propri nodi. Oltre a ciò, presentano un carattere di automatismo, si auto-impongono e questo è un ulteriore elemento da tenere presente. Ma non bisogna demordere! Ci sono dei modi specifici che aiuteranno nell’impresa.

Identificare le Convinzioni Depotenzianti, evidenziando:

Quelle che riguardano se stessi – “Non ce la farò mai”

Quelle che riguardano gli altri – “La gente ce l’ha sempre con me”

Il mondo “Tutto è pieno di negatività”

Il futuro – “Tutto resterà com’è, niente cambierà mai”

Sostituiamole con Convinzioni Potenzianti

Quelle che riguardano se stessi – “Posso farcela!”

Quelle che riguardano gli altri – “La gente è spesso benevola con me”

Il mondo – Nel mondo c’è tanta positività, basta coglierla!”

Il futuro – “Con l’impegno posso migliorare e cambiare il futuro”

Non è facile, tuttavia, sostituire le convinzioni negative con quelle positive. La ragione di ciò consiste nel fatto che, sebbene a livello puramente cognitivo sembri un’operazione relativamente semplice, potrebbero insorgere resistenze negli strati più profondi della personalità. Si è infatti abituati alle proprie convinzioni errate e sono sembrate giuste per così tanto tempo, da potersi aspettare che una parte della psiche, “insorga” contro il nuovo, percepito come intrusivo; le novità, infatti, com’è noto, sono spesso apportatrici di ansietà. Bisogna dunque affrontare questa fase tenendo presenti i suddetti fattori. La persona sta abbandonando qualcosa che lo ha sì limitato nel passato, ma l’ha anche protetta dal successo, dalle novità e delle possibili ansie ad essa connesse.

Un modo per aggirare tale possibilità è:

Analizzare la provenienza delle Convinzioni

Per fare questo, teniamo presente che, a differenza delle idee, che possono essere equiparate al ripiano di un tavolo, le convinzioni possono essere paragonate invece a un tavolo con le quattro gambe.

Cosa cambia? Che il ripiano/idea, considerato di per sé, non ha fondamenti (ecco perché cambiare le nostre idee può risultare più facile e agevole) mentre il tavolo nel suo insieme è saldamente sostenuto dalle gambe: una è radicata nelle convinzioni personali, un’ altra nella scuola, un’altra ancora nell’educazione familiare e così via…

Impostiamo quindi la nostra vita su qualcosa che non ci appartiene davvero e su cui basiamo tutta la nostra esistenza! Spesso le convinzioni possono essere legate al modo di interpretare le nostre esperienze vissute da bambini.

Una volta identificate le credenze erronee e riconosciute come tali, ci si chiede se:

Provengono da se stessi? Quando l’ho formulata? C’era una situazione specifica che mi ha indotto alla strutturazione della credenza depotenziante? In quale momento di vita mi trovavo? Sono state le condizioni di allora a favorire la tal convinzione? E perché l’ho poi mantenuta pur essendo mutate le condizioni di vita?

Provengono dalla famiglia? Chi nella famiglia ha detto che sono incapace o che non valgo? O, se non lo hanno detto, chi mi ha, anche indirettamente indotto a pensarlo? Per quale motivo mi è stato detto di non valere? Era una aspettativa negativa del membro della mia famiglia? Il “non valere” corrispondeva forse al non aver risposto positivamente a ciò che si voleva che facessi/diventassi?

Provengono dalla scuola? Mi è stato detto da un Professore una certa frase che ho ritenuto vera e con la quale mi sono identificato? Da un compagno di scuola? Chi? E perché lo ha detto? Considerarmi negativo, serviva al compagno ad aumentare la sua personale autostima? 

Provengono dai Mass-media?

I mass-media potrebbero avere avuto un ruolo significativo nell’introdurre nella psiche convinzioni che appartengono forse alla cultura del momento ma che sono estranee alla persona, la quale, tuttavia, potrebbe introiettarle e identificarvisi sentendole poi come proprie, auto-ingannandosi!

Analizzare le conseguenze delle Convinzioni 

Quali saranno le conseguenze emotive nel tenerle attive? Quali a livello fisico? Quali a livello professionale? Quali a livello finanziario? E sulle persone a noi care?

Conseguenze derivanti dalle convinzioni depotenzianti:

Emotive – demotivazione, senso di disagio e di inappropriatezza, tristezza, frustrazione, paura, vergogna, colpa, ansia

Cognitive: pensieri negativi, fissazioni, ruminazioni, pensieri automatici o di fallimento

Fisico – stanchezza, malessere generale, abbassamento delle difese immunitarie, insonnia, irrequietezza

Professionale – mancata realizzazione professionale o lavoro al di sotto delle proprie possibilità e potenzialità

Finanziario –  basso livello finanziario e tenore di vita limitato

Persone a noi care –  l’ insoddisfazione influenzerà negativamente le persone care, le quali, anche solo empaticamente, si identificheranno con il malessere derivante dalla mancata attualizzazione delle proprie possibilità.

Conseguenze derivanti da convinzioni potenzianti

Emotive: calma, senso di soddisfazione interiore, minore ansietà, fiducia in se stessi

Cognitive: pensiero più ottimista, lineare, realista, positivo

Fisico: senso di benessere, miglioramento di parametri fisiologici, maggiore energia e forza

Professionale: realizzazione professionale, soddisfazione per il raggiungimento dei propri obiettivi e fiducia nel continuo progresso di se stessi

Finanziario: innalzare il proprio livello economico con conseguente miglioramento dello stile di vita

Persone a noi care: chi ci sta intorno si sentirà parte dei nostri miglioramenti, traendone benefici

Tenere presente, sempre, che le convinzioni potenzianti le desideriamo, sono possibili, ne siamo capaci, ne siamo responsabilizzi, ce lo meritiamo!