

Molte sono le idee insensate e irrazionali che affollano la nostra mente e che causano numerosi disturbi emotivi.
Albert Ellis ne identifica ben undici!
PRIMA IDEA IRRAZIONALE: tutte le persone della collettività in cui viviamo devono amarmi e approvarmi.

Questo bisogno è senz’altro desiderabile per un adulto, ma dev’essere anche necessario? Pretendere di essere amati è senza dubbio una pretesa perfezionistica che si accompagna necessariamente a una certa quantità di ansia. Anche riuscendo a farsi amare dalla quasi totalità di persone del proprio ambiente, la cosa richiederebbe una tale quantità di energie che non ne resterebbe molta da investire in altre attività, magari più desiderabili e utili. Altro aspetto negativo legato a tale pretesa, è che si potrebbe diventare servili e accomodanti rinunciando di fatto ai propri bisogni più veri e profondi e perdere la propria indipendenza.
BISOGNEREBBE pensare che amare, piuttosto che essere amati, permette di esprimere al meglio la propria personalità e che la vera realizzazione non consiste nell’essere approvati dagli altri ma nel seguire le proprie inclinazioni.
SECONDA IDEA IRRAZIONALE: devo essere competente e vincente per essere considerato degno di valore

“Se non eccello, non valgo niente”, questa è un’ altra idea irrazionale che la nostra società occidentale in quale modo concorre a formarsi. Nessuno può considerarsi eccellente in tutte le cose. Si può cercare di esserlo, non pretendere perché ciò potrebbe condurre a stress, ipertensione e malattie psicosomatiche. E’ più salutare competere per superare i propri limiti e mettere alla prova le proprie abilità che confrontarsi per superare gli altri (auto-diretti piuttosto che etero-diretti). Avere invidia dell’altrui talento porta frustrazioni psichiche: non si può avere il controllo sulle altrui prestazioni ma solo, e non sempre, sulle proprie. Tutto questo inoltre mortifica il proprio valore intrinseco e fa sì che si usi il proprio tempo per finalità che non appartengono davvero a se stessi. La paura di non riuscire porta anche alla totale assenza di piacere nell’azione, al porre l’accento sul risultato non nel processo e nella personale soddisfazione.
TERZA IDEA IRRAZIONALE: Certe persone sono cattive e malvagie e vanno punite per questo

La convinzione che le persone malvagie debbano essere punite, porta spesso a uno spirito di vendetta. Alcuni individui si comportano male perché disturbati emotivamente o ignoranti e per questo non possono essere incolpati. Non bisogna dimenticare, inoltre, che l’uomo è soggetto ad errori e quindi non ci si può aspettare irrealisticamente che sia un angelo! Desiderare di punire severamente la persona che ha commesso uno sbaglio, è sostenuta da un’altra convinzione infondata e cioè che chi viene punito severamente sicuramente cambia; ci sono invece molte prove a sostegno del fatto che il cambiamento sopraggiunge solo quando la punizione viene erogata con calma ed obiettività. Da considerare inoltre che, se qualcuno sbaglia per stupidità innata, la punizione non la renderà più intelligente; se sbaglia invece per ignoranza, è improbabile che lo diventi di meno in seguito a una punizione; se invece, la cattiva azione è dovuta a un disturbo emotivo, probabilmente una punizione severa lo renderà ancora più disturbata.
QUARTA IDEA IRRAZIONALE: è tremendo e catastrofico se le cose non vanno come ci piacerebbe che andassero

Sarebbe bello se le cose andassero come desideriamo, ma disperarsi perché la realtà è diversa da quella che vorremmo, non la cambia, anzi, più ci si dispera, più si diventa disorganizzati e inefficienti nel migliorare le cose! Meglio sarebbe, quindi, accettare le cose per quello che sono. Dire a se stessi: “ Mi dispiace che la tal cosa sia andata così”, non è lo stesso che dire : “ E’ catastrofico che la tal cosa sia andata così”. Attenzione quindi alle verbalizzazioni interiori.
QUINTA IDEA IRRAZIONALE: l’infelicità umana dipende da cause esterne, non dalla capacità di controllo degli individui.

Shakespeare affermava : “Nulla è buono o malvagio in sè, è il pensiero che lo rende tale”. In realtà gli altri, a meno che non ci aggrediscano fisicamente o psicologicamente o ci privano di soddisfazioni tangibili come il denaro o il cibo, possono arrecarci poco danno. L’idea che non possiamo controllare le nostre emozioni e che l’infelicità si imponga dall’esterno, è falsa. In realtà, è sì difficile controllare le emozioni di fronte a situazioni spiacevoli, ma è pur vero che raramente ci si sforza di provarci e quindi si è poco allenati a farlo e quando ci si prova, lo si fa in maniera improvvisata e disordinata.
SESTA IDEA IRRAZIONALE: se qualcosa è pericolosa, bisogna continuamente pensare alla possibilità che succeda

E’ certo prudente fare qualcosa o pensare di scansare un pericolo, ma l’eccessiva preoccupazione, l’ansia e l’intensa paura, raramente sono costruttivi in tal senso. Ad esempio, passando vicino a un campo da gioco dove dei ragazzi stanno giocando con una palla, si avrà il terrore di essere colpiti, senza pensare al fatto che la palla sia dura e quindi pericolosa, o morbida e leggera e quindi non pericolosa. Ugualmente, se i ragazzi giocano per strada con una palla dura e pericolosa, si potrà reagire minacciandoli nervosamente di chiamare la polizia e quindi renderseli nemici, oppure si può spiegare loro quanto sia rischioso giocare con una palla così pesante per strada. In tal modo, non si risolverà il problema ma lo si peggiorerà. Preoccuparsi infatti eccessivamente di qualcosa, non impedisce che accada, al contrario, contribuisce a determinarla! L’ansia eccessiva di fare un incidente stradale, può rendere così nervosi da portare a un tamponamento; al contrario, se si fosse stati più calmi, l’incidente sarebbe stato probabilmente evitato. Alcuni eventi come la malattia e la morte, sono invece inevitabili e il pensare ad essi con eccessiva angoscia, non impedisce che accadano. Le paure irrazionali non allontanano gli eventi negativi, anzi, li aumentano.
SETTIMA IDEA IRRAZIONALE: è più facile evitare le difficoltà che affrontarle

Si ritiene spesso che sia meglio fare le cose che viene “naturale” o “facile” da fare. In realtà, la fuga da attività che si ritiene essere difficili, ha conseguenze negative. Se fuggo dall’idea di chiedere un incontro a una ragazza perché la cosa mi mette ansia ma vorrei tanto farlo, tirerò un sospiro di sollievo quando deciderò di non farlo, ma subito dopo sarò assalito dal tarlo o dal rimorso di non averlo fatto perché così non conoscerò mai la tal ragazza e magari mi sarò alienato la possibilità di frequentarla. Il sollievo di aver evitato un evento pauroso, porta magari ad anni di insoddisfazione. La maggior parte delle persone dà per scontato che una vita che eviti i problemi sia molto appagante, ma ciò non parrebbe vero, come molti studi dimostrano. Magda Arnold e Nina Bull hanno dimostrato che gli individui non sono felicissimi quando sono inattivi o sovra-eccitati, ma lo sono invece quando sono orientati verso un fine. Bisognerebbe quindi decidersi a fare le cose necessarie per quanto sgradito; capire che quando si evitano le cose, non è perché non siano adatte alla propria “natura”, ma perché sostenute dalle auto-verbalizzazioni interiori le cui frasi bisogna identificare, analizzare e sostituirle con proposizioni più sane e stimolanti l’attività.
OTTAVA IDEA IRRAZIONALE: dobbiamo dipendere da altri e abbiamo bisogno di persone più forti di noi su cui contare.

Più ci si affida agli altri, più si è costretti a rinunciare a ciò che veramente si vuole; allo stesso modo, più si conta sugli altri, meno si impara dall’esperienza. Più si è dipendenti, più lo si diventa. Più si dipende da altri per sentirsi sicuri, meno si sarà inclini a diventarlo. Dipendere dagli altri significa essere alla mercé degli altri e quindi alla mercé di forze esterne e conseguentemente più difficili da controllare
NONA IDEA IRRAZIONALE: il nostro passato determina il nostro comportamento attuale e sarà sempre così in futuro.

Questo significa che se qualcosa è stata vera in certe circostanze, lo sarà anche in circostanze diverse (ipergeneralizzazione), si tenderà a trovare soluzioni (facili) ai problemi che “un tempo” si rivelarono utili non riconoscendo soluzioni alternative forse più utili; il passato può essere usato come scusa per non cambiare le nostre abitudini e mantenere le nostre nevrosi.
DECIMA IDEA IRRAZIONALE: dobbiamo sconvolgerci terribilmente per i problemi degli altri

Molte volte ci si sconvolge per quello che gli altri fanno o dicono anche se questo ci riguarda ben poco. Se qualcuno è sgarbato con noi, potremmo pensare: “come ha potuto farmi questo?”, quando invece la sua scortesia non ci ha arrecato alcun danno. Sconvolgerci per gli altri, significa che pensiamo di avere potere sugli altri e che magicamente il nostro turbamento migliorerà il loro modo di agire mentre in realtà abbiamo solo un enorme potere nel cambiare noi stessi, anche se lo usiamo ben poco! E più ci arrabbiamo perché non riusciamo a cambiare il comportamento degli altri, più diventa improbabile che lo faremo cambiare. E, quand’anche ci riuscissimo, avremo forse pagato un alto tributo in termini di disturbo che ci saremo arrecati. Sconvolgerci per il modo di agire degli altri, ci distoglie anche da quella che dovrebbe essere la nostra principale preoccupazione e cioè quello che NOI facciamo e come ci comportiamo NOI.
Cosa dovremmo fare, dunque? domandarci se il comportamento degli altri merita davvero di essere preso in considerazione; tentare con calma di indicare loro gli errori, senza sconvolgerci; se proprio non riusciamo a eliminare il comportamento negativo degli altri, possiamo sempre fare del nostro meglio per accettare la difficile situazione.
UNDICESIMA IDEA IRRAZIONALE: c’è sempre una soluzione giusta e perfetta per i problemi umani ed è catastrofico se non la si trova.

Come molti filosofi hanno mostrato, noi viviamo in un mondo possibilistico e probabilistico e non assoluto. Insistere nel cercare assolutamente la soluzione certa a tutti i problemi, porterà certamente a stati di ansia e disperazione nel sentirsi Inefficienti. La ricerca della perfezione limita la possibilità di soluzioni. L’individuo razionale, dovrebbe invece ricordare che per un dato problema esistono almeno una certa quantità di soluzioni possibili e cercare quella possibile invece di cercare quella perfetta.