


Noi tutti cerchiamo la felicità ma, a ben guardare, mentre la agogniamo, ci comportiamo spesso in modo opposto. Siamo imbrigliati nella “lotta” e nel controllo con quel qualcosa che sembra impedircelo ed è qui che diventiamo infelici.
La maggior parte dei libri di auto-aiuto sono pieni di convinzioni che concorrono a rinchiuderci in una trappola psicologica. Le convinzioni sembrano avere molto senso… “tutti sanno che è così”, dopotutto.
Il nostro mondo occidentale fornisce apparentemente tutte le possibilità per essere felici: cibo, igiene, cure mediche, buone abitazioni… Eppure l’uomo di oggi non sembra essere felice. Ci sono oltre ai libri di auto-auto anche couselor, life-couch, assistenti sociali, psicologi tutti intenti a ridurre la sofferenza e aumentare la felicità. Ma le cose non vanno.
Non si tratta infatti di controllare i sintomi, il dolore, la sofferenza, l’ansia, la tristezza, ma accettarli e far loro spazio come NORMALI sentimenti umani.

LE FAVOLE ci preparano da piccoli a cercare la felicità; esse, infatti, si concludono sempre con “E vissero felici e contenti”; il Bene vince sempre, e questo accade sempre anche nella maggior parte dei romanzi.
Ma chiediamoci: questo corrisponde alla nostra esperienza di vita?
In realtà, la ricerca della felicità , si basa su alcuni MITI che andrebbero sfatati. Ecco, qui di seguito, i più importanti:
Le strategie di controllo più comuni sono
STRATEGIE DI FUGA—> nascondersi/fuggire, distrarsi, estraniarsi/intontirsi
STRATEGIE DI LOTTA —> reprimere, discutere, dominare, auto-costringersi
Cosa c’è che non va in questo? Dipende da quanto li si usa. Nulla di male se li si usa ogni tanto e se sono utili, problematici quando li si usa in maniera eccessiva o in situazioni in cui non possono funzionare ma li si applica “astrattamente”.
Ma chiediamoci ora quale sia il rapporto fra controllo e felicità.
E anche quale sia il rapporto fra evitamento e felicità. Cerchiamo di ricordare ogni strategia da noi messa in atto per reprimere/cancellare/eliminare sentimenti spiacevoli e chiediamoci quanto e se ci siamo riusciti. Ci accorgeremo che la cosa ha funzionato solo nel breve periodo ma non nel lungo periodo.
Come uscire da queste trappole?
Anzitutto essendone consapevoli. Poi, trasformare il proprio mondo interiore rapportandosi ai propri pensieri in modo nuovo (per sviluppare flessibilità psicologica) e per fare in modo che questi abbiano meno impatto sulla propria vita (Defusione). Quindi fare spazio alle proprie emozioni invece di cercare di eliminare e sprecare così tempo ed energie inutilmente (Accettazione). Connettersi con le cose che stanno accadendo nel qui e ora, nel momento presente (Connessione). Agire secondo il Sè osservante (La consapevolezza) e non il Sè che pensa. Agire secondo ciò che è davvero importante per te (I Valori) e non compiere azioni “qualsiasi”.
Altro motivo di infelicità è il fatto che nella società Occidentale, si confonde l’obiettivo col risultato. Se essere felice significa raggiungere il risultato laurea/matrimonio/guadagno/ ecc, e la mia energia è tutta diretta al conseguimento di questo scopo/risultato, vuol dire che tutto ciò che ho ORA e cioè non ho ancora il matrimoni/lavoro/ guadagno ecc, è NON – FELICITA’.
MA se invece considero la felicità il momento presente, mi godo pienamente il percorso, la vita, l’adesso e, molto probabilmente, arriverò al risultato/obiettivo senza stress, più velocemente e più pienamente.
IMPORTANZA DEL PROCESSO RISPETTO AGLI OBIETTIVI
METAFORA DELLO SCI
Supponi di andare a sciare. Sali sulla cima del pendio e stai per sciare in discesa quando arriva un uomo, ti prende, ti chiede dove stai andando, tu rispondi che stai andando sulla baita laggiù e lui ti risponde: “ Ti posso aiutare a farlo” e subito ti prende , ti mette su un elicottero e ti porta alla baita. Tu rimani sbalordito! Sali ancora sulla cima del pendio, stai per sciare quando ancora una volta quell’uomo ti prende, ti mette su un elicottero e volate ancora una volta verso la casetta. Saresti abbastanza seccato! Probabilmente diresti: “ Hey! Voglio sciare!”
Ebbene, sciare non significa solo arrivare alla baita (risultato). Per arrivare alla baita possono essere compiute un numero notevole di (altre) attività. Sciare è un particolare processo per arrivare lì. Ma anche arrivare alla baita è importante perché attiva quel processo (sciare) per arrivare lì.
L’obiettivo (la baita) è importante perché attiva il processo (sciare) che diventa il vero obiettivo.
Quindi il nostro vero obiettivo non è raggiungere la felicità ma far sì che il voler essere felici attivi il processo per raggiungerla e godersi il momento presente mentre ci si lascia coinvolgere pienamente dalle azioni che consapevolmente si scelgono secondo i desideri più profondi del nostro essere.
Ancora: se per me l’obiettivo lavoro/matrimonio/ soldi/ successo significa essere felice e io sono infelice MENTRE ANCORA non ho ottenuto le suddette, allora probabilmente passerò la mia vita ad essere in una condizione di MANCANZA e di infelicità. Inoltre, quando avrò raggiunta l’ agognata felicità (raggiungimento dell’obiettivo) essa, come tutte le emozioni umane, durerà un tempo breve, non sarà stabile.
SE invece considero l’obiettivo lavoro matrimoni, soldi/ successo come qualcosa che attiva il processo (la baita della metafora), allora sperimenterò molto più probabilmente un senso di soddisfazione e pienezza e sentimenti ed emozioni molto più stabili e duraturi!
QUESTIONARIO SUL CONTROLLO DEI PENSIERI E DELLE EMOZIONI
(di Steven Heyes)
Per ogni coppia di affermazioni, scegli quello che meglio si adatta alla tua esperienza. La risposta che scegli non deve essere necessariamente vera per te al 100%, deve semplicemente descrivere il tuo atteggiamento “generale”
1a. Per avere successo nella vita devo avere un buon controllo delle mie emozioni
1b. Non è necessario che controlli le mie emozioni per avere successo nella vita
2a. L’ansia è brutta
2b. L’ansia non è né bella né brutta. E soltanto un’emozione spiacevole
3a. Se non li controlli e non li elimini, i pensieri negativi e le emozioni ti faranno male
3b. Anche se spiacevoli, le emozioni e i pensieri negativi non ti faranno male
4a. Ho paura di certe emozioni forti che provo
4b. Non ho paura delle emozioni, per quanto forti
5a. Per poter fare una cosa importante, devo prima togliermi ogi dubbio
5b.posso fare una cosa importante anche quando ho dei dubbi
6a. Quando emergono dei pensieri e delle emozioni negative, è importante ridurli o eliminarli il più presto possibile
6b. Tentare di ridurre o eliminare le emozioni e i pensieri negativi, spesso è causa di problemi. Se lascio semplicemente che essi siano presenti, si modificheranno, com’è naturale nella vita
7a. Il metodo migliore per gestire le emozioni e i pensieri negativi consiste nell’analizzarli e poi utilizzare quello che si è scoperto per eliminarli
7b. Il metodo migliore per gestore le emozioni e i pensieri negativi consiste nel riconoscerne la presenza e lasciare che essi siano presenti, senza doverli analizzare e giudicare
8a. Diventerò “felice” e “sano” migliorando la mia capacità di evitare, ridurre o eliminare le emozioni o i pensieri negativi
8b. Diventerò “felice” e “sano” lasciando che le emozioni e i pensieri negativi vadano e vengano liberamente e imparando a vivere efficacemente quando sono presenti
9a. Se non riesco a reprimere o a eliminare una reazione emotiva negativa, è segno di debolezza o incapacità personale
9b. Il bisogno di controllare o eliminare una reazione emotiva negativa è un problema in sé
10a. Il fatto di avere pensieri ed emozioni negativi è segno che non sono psicologicamente sano e che ho dei problemi
10b. Il fatto di avere pensieri ed emozioni negative vuol dire che sono un essere umano normale
11a. Le persone che controllano la loro vita sono in generalmente in grado di controllare ciò che provano
11b. Le persone che controllano la loro vita non hanno bisogno di controllare le loro emozioni
12a. Non va bene sentirsi ansiosi e faccio di tutto per evitarlo
12b. L’ansia non mi piace ma posso provarla
13a. Le emozioni e i pensieri negativi sono il segno che nella mia vita c’è qualcosa che non va
13b. Le emozioni e i pensieri negativi sono una parte inevitabile della vita per chiunque
14a. Devo sentirmi bene per fare qualcosa di importante e difficile
14a. Posso fare una cosa importante e difficile anche se mi sento ansioso o depresso
15a.cerco di reprimere i pensieri e le emozioni spiacevoli semplicemente non pensandoci
15b. Non cerco di reprimere i pensieri e le emozioni che non mi piacciono. Lascio che vadano e vangano spontaneamente
Per calcolare il punteggio, conta quante volte hai scelto l’opzione a e l’opzione b
Dott.ssa Angela Varasano
Psicologa e Psicoterapeuta
Via Pitrè, 1 – angolo via Livorno