GENITORE, ADULTO E BAMBINO

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 Secondo l’Analisi Strutturale della personalità, siamo costituiti da tre stati dell’Io: Bambino, Adulto e al Genitore. 

Il Genitore rappresenta l’insieme di pensieri, sentimenti e azioni che ognuno acquisisce dall’esterno dalle figure rappresentative della propria esperienza: genitori, insegnanti, parenti, maestri, ha la funzione di giudizio ed agisce in modo imitativo secondo le norme. Possiamo capire molte cose osservando il comportamento e cioè il contegno, la gestualità, la voce, la fraseologia e altre caratteristiche. Si ha una certezza ulteriore nella giustezza dell’osservazione, quando il genitore esce allo scoperto se sollecitato dal Bambino di una persona presente in un dato contesto (diagnosi sociale). Ulteriore conferma sarà data dalla persona in  quando confermerà di aver tratto quelle caratteristiche da quella specifica figura genitoriale (diagnosi storica). La diagnosi è valida se l’individuo sperimenta con intensità il momento in cui ha assimilato lo stato dell’io genitoriale. Il Genitore si manifesta di solito in due aspetti: proibitivo/critico  o nutritivo/accudente. Il primo è caratterizzato da pregiudizi moralistici, l’altro si “prende cura”.

L’ Adulto agisce invece trasformando gli stimoli in arrivo dall’esperienza e schedandole, operando un confronto con l’esperienza precedente. I sentimenti e il comportamento dell’Adulto sono adattati alla realtà, è autonomo e organizzato e ciò è indisponsabile per poter gestire la propria realtà quotidiana

Il Bambino reagisce agli stimoli in modo pre-logico e percepisce le cose in modo confuso. Si può manifestare come Bambino Adattato o Bambino naturale e libero. Il primo mostra un dato comportamento in risposta a una influenza genitoriale, si può dire essere acquiescente, accondiscendente e remissivo (mi comporto come penso che il mio genitore vorrebbe che facessi), un “bravo” bambino. Il Bambino naturale è invece genuino, ribelle ed auto-indulgente (non mi sento a disagio nel fare una certa azione o nel dire parole, mi “giustifico” e continuo a farlo)

Facciamo un esempio: di fronte ad un articolo di giornale che tratti di  truffa, il Genitore reagirà in modo moralistico, l’Adulto si concentrerà sui dettagli della cosa in modo concreto, il Bambino col suo pensiero ingenuo, tenderà a pensare che l’idea della truffa non è mica male.

Ogni stato dell’Io può essere positivo o negativo a seconda di alcune variabili.

Il Genitore Normativo (o critico) è positivo quando si difendono i propri diritti ma è negativo quando l’essere eccessivamente critici porta ad accusare e umiliare gli altri (“Fai sempre così!”)

Il Genitore Accuditivo è postivo quando  si prende cura di un altro con affetto se questi ne ha davvero bisogno o la ha sollecitato in qualche modo, è negativo quando invece ci si occupa degli altri senza che questi l’abbiano richiesto, supponendo di sapere cosa sia “giusto” per l’altro

Il Bambino Adattato è positivo quando ci si adatta agli altri per ottenere qualcosa o per evitare delusioni, è negativo quando si mettono in atto comportamenti autodistruttivi per ottenere l’attenzione degli altri

il Bambino naturale (o libero) è positivo quando ci si esprime liberamente senza ferire nessuno (“Giochiamo!”), è negativo quando, per divertirsi, si esagera (“Dai, corri di più con l’automobile, accelera!”)

E che rapporto vi è fra i tre stati? Ciò dipende dalle esperienze effettivamente vissute dalla persona: ad es. il Bambino può dolersi del fatto che l’Adulto sia così ipercritico, e il Genitore può sentirsi disturbato dalle fantasie del Bambino.

Quando incorre la patologia?

Quando ci siano l’esclusione  e la contaminazione fra le parti.

L’ESCLUSIONE – il Genitore può escludere il Bambino per difendersi da un Bambino  molto confuso. Il Bambino in questo caso viene escluso e negato.

Anche l’Adulto può escludere: l’individuo in questo caso agisce sempre come un ragioniere calcolatore e concreto, si limita cioè ad elaborare i dati. Entrambi gli altri stati (il Bambino e il Genitore) vengono controllati ed esclusi dalla personalità. Tutto ciò può funzionare nella vita lavorativa ma fallisce miseramente nella vita di relazione intima.

Il Bambino può, d’altra parte, escludere sia l’Adulto che il Genitore (personalità narcisistiche)

LA CONTAMINAZIONE – Il Genitore può contaminare l’Adulto  e includere una parte di questo entro i suoi confini. Facciamo un esempio: il figlio di un pastore protestante, è convinto che alcune forme di ballo siano così seduttive da rappresentare un peccato. La sua convinzioni viene difesa dal punto di vista razionale e intellettuale. Solo dopo la terapia, quando vengono ripristinati i confini degli stati dell’Io, si può rendere conto che ciò che egli difende come razionale, in realtà dipende da un pregiudizio del Genitore (inteso sia come stato dell’Io che come genitore reale) e di conseguenza diminuire la sua intransigenza.

Altro esempio: la contaminazione dell’Adulto da parte del Bambino. Una ragazza è convinta di essere spiata dai vicini mentre si fa la doccia. Essendo il suo Adulto contaminato dal Bambino e cioè da idee arcaiche, a nulla può la parte logica e razionale dell’Adulto. Una volta però ripristinati i confini fra questi due stati, il delirio di essere spiata viene confinato nel Bambino e l’Adulto può riconoscere che l’essere spiata è solo un pensiero del Bambino e che non ha basi realistiche.

La Psicoterapia ha quindi lo scopo di ristabilire il predominio dello stato dell’Io capace di esame di realtà e di liberarlo dalla contaminazione di elementi arcaici (il Bambino) o estranei (Il Genitore)

I principi delle basi teoriche degli stati dell’io, sono:

Ogni persona è stato un bambino

In ognuno c’è una quantità di tessuto cerebrale tale da poter esaminare la realtà

Ogni individuo che sopravvive alla vita adulta ha avuto dei genitori funzionanti