


Quando giudichiamo un’emozione “brutta” o spiacevole, si attiva dentro di noi un vero e proprio INTERRUTTORE DELLA LOTTA: si fugge o si attacca! Ma perché questo avviene e quali conseguenze comporta? La risposta risiede nel GIUDIZIO. Il nostro cervello (Le emozioni nascono nel mesencefalo, il cosiddetto ‘cervello medio’) giudica ‘brutte’ le emozioni di PAURA, TRISTEZZA, COLPA, RABBIA, SHOCK, DISGUSTO e ‘belle’ le emozioni di AMORE, GIOIA, CURIOSITÁ ( Queste sono le nove emozioni fondamentali dell’uomo).
Quando il cervello giudica l’emozione, questa non é più vista per quello che é: un flusso di sensazioni mutevoli che attraversa il corpo, ma viene giudicata come MINACCIA. Ecco che a questo punto scatta l’interruttore della lotta che porterá con sé tutta una serie di conseguenze: giudicare la paura spiacevole o minacciosa, porterà alla fuga (evitamento), da qui si potrebbe sperimentare ansia per un possibile ritorno della paura, e quindi rabbia per aver provato paura e ansia e ancora, potrebbe sopraggiungere il senso di colpa perché non si é riusciti a ‘risolvere il problema’ (Il nostro cervello é sempre in modalitá Problem Solving).
Per capire il nesso fra giudizio ed emozione, si faccia un esempio: il sentimento dell’AMORE di solito lo giudichiamo BELLO e quindi lo cerchiamo, eppure esso può diventare ‘brutto’ se si é cresciuti in una famiglia dove questo sentimento non veniva espresso apertamente. E la PAURA, che di solito viene considerata BRUTTA, può essere cercata in un film horror o nella lettura di un thriller.
es: PAURA—-> GIUDIZIO ——> MINACCIA—-> FUGA—-> ANSIA—->RABBIA—-> COLPA

COSA POSSIAMO FARE INVECE?
‘Spegnere il Sé che pensa’ (E che giudica) e attivare il Sé che Osserva. OSSERVARE l’emozione per quella che è come se si fosse uno scienziato curioso che non ha mai visto nulla di simile prima: osservare in quale parte del corpo si trova la sensazione della nostra emozione, osservarne la forma, il colore (Sí, proprio come se fosse un oggetto! Oggettiviamo l’emozione!), osservare se si muove o é ferma, se ha dei punti freddi o caldi, se vibra, se é dentro o fuori dal corpo, se si trova in superficie o in profonditá e cosí via….
Successivamente RESPIARIAMO con calma, molto lentamente dentro e intorno a questa emozione, per poterci ESPANDERE tutt’intorno ad essa, creare uno spazio interno, come una stanza, in cui l’emozione possa espandersi; questo é molto utile perché di solito, quando sperimentiamo una emozione giudicata spiacevole, il nostro corpo reagisce con la tensione: noi invece della tensione che mira a ‘scacciare la minaccia’, DIAMO IL PERMESSO alla emozione di essere proprio lì dov’è…
Questo esercizio dell’ACT (Acceptance and Commitment Therapy) si chiama ACCETTAZIONE.
Per comprendere bene la differenza fra pensare e osservare, si puó fare l’esercizio dell’Osservazione del corpo:
CONSAPEVOLEZZZA DEL CORPO – SÉ CHE OSSERVA
Nell’esercizio seguente, ti viene chiesto di notare una serie di cose. Ogni volta, mantieni l’attenzione per circa 10 secondi prima di passare alla successiva
Durante questo esercizio dovresti aver sperimentato che essere consapevoli del corpo è molto diverso dal pensare ad esso.
Dott.ssa Angela Varasano
Psicologa e Psicoteraputa
Via Pitré, 1 – angolo via Livorno (Piazza Bologna)
Roma