Cosa succede nel cervello di una persona traumatizzata?

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Di fronte a un trauma, viene prodotta una risposta di ATTACCO – FUGA (O anche di  FREEZING cioè di blocco e/o immobilità).

 Un ruolo importante riveste in questo caso, il  TALAMO che è una sorta di “analista dei dati” posto nel cervello limbico (cervello emozionale).

Esso raccoglie i dati sia dal MONDO ESTERNO che da quello INTERNO; in quest’ultimo caso, parliamo sia dei dati che provengono dai 5 sensi (tatto, vista, udito, gusto, odorato) che di quelli di tipo propriocettivo (per es lo stato del nostro corpo, dei muscoli, o dal sistema digerente, della respirazione, del battito cardiaco).

MONDO ESTERNO

MONDO INTERNO: informazioni provenienti sia dai cinque sensi che di tipo propriocettivo

Tutte queste informazioni del mondo interno  e del mondo esterno CONVERGONO nel Talamo il quale le mette insieme e le invia in due DIFFERENTI DIREZIONI: una direzione più LENTA che va verso L’ALTO e una  più VELOCE che va verso IL BASSO. 

LENTA —-> vs L’ALTO

VELOCE —-> vs IL BASSO

Ora guardiamo a questa via più VELOCE che va verso il BASSO. 

Il Talamo manda le informazioni il più velocemente possibile verso il basso all’ —-> L’AMIGDALA che può essere considerata una sorta di “emergency alarm”, cioè un  centro di allarme del nostro cervello che rileva se una  minaccia è reale o è “solo”  percepita; da qui,  questa inizia a inviare segnali di pericolo

 al SISTEMA NERVOSO SIMPATICO  ovverosia a una specie di “guardia di sicurezza”  dove si decide L’ATTACCO, LA FUGA O L’IMMOBILIZZAZIONE (FIGHT/ FLIGHT/FREEZING):  ci si mette al riparo o si attacca? Ci si immobilizza? Ecco tutto questo coinvolge la parte bassa del cervello, il cervello emozionale. E’ un lavoro molto importante perché è legato alla nostra stessa sopravvivenza: se non si inviassero segnali  al più piccolo cenno di pericolo o minaccia, probabilmente non vivremmo molto a lungo.

Vediamo adesso la via che va verso l’ALTO, cioè aree che sono più vicine alla corteccia

Il Talamo nello stesso tempo in cui invia le informazioni verso il basso cioè verso l’amigdala e da qui al sistema nervoso simpatico (che “decide” se attaccare o fuggire), manda informazioni verso l’alto e in questo caso l’informazione è più lenta. Ma dove si dirige esattamente l’informazione? Essa va verso la CORTECCIA PREFRONTALE, una stazione di “mission control” che si trova proprio nella parte superiore degli occhi e  fra gli occhi. Questa raccoglie tutti i dati e produce una RISPOSTA INFORMATA con cui si diventa consapevoli di cosa sta accadendo anche utilizzando altre parti della  corteccia così da produrre una risposta in base al fatto che la minaccia sia reale e quindi bisogna mettere in atto un’azione, oppure è solo percepita e quindi non si è in pericolo. 

Anche L’AMIGDALA MANDA INFORMAZIONI alla CORTECCIA CEREBRALE

Quindi: alla corteccia pre-frontale arrivano informazioni sia dal talamo che dall’amigdala.

Ora: Cosa accade nel cervello traumatizzato? I contenuti del  TALAMO sono caratterizzati da  una certa iperattività  e L’AMIGDALA (il centro di allarme) continua a  “suonare” in continuazione mandando segnali al sistema nervoso simpatico e informandolo di attaccare o fuggire; in questo modo avviene un’ IPER AROUSAL (iper attivazione) che produce per es. rabbia, irritabilità, paura spavento, ritiro ecc…

Teniamo presente che la PSICOTERAPIA ripara molti danni del cervello, “spegne” l’amigdala e porta ad attivare la corteccia pre frontale per cui la nostra risposta sarà adeguata allo stimolo

Cervello con iper attivazione dovuta al trauma, cervello dopo l’intervento psicoterapico con EMDR

Dott.ssa Angela Varasano

Psicologa e Psicoterapeuta

Via Pitrè, 1 – angolo via Livorno

Piazza Bologna, Roma