


Ciò che oggi è dimostrato fu un tempo solo immaginato, affermava il grande poeta inglese William Blake. Il cervello infatti, non distingue fra esperienze reali o immaginarie, risponde allo stesso modo. Questa forma di pensiero, libera elaborazione al di là della sensorialità data, ha un grande potere per realizzare i propri sogni e desideri. Tale particolare abilità e talento, viene tuttavia spesso minimizzata, preferendo invece la più limitata, finita e scientifica “realtà”. Come se ci fosse un’unica realtà: quella sensoriale e fisica! Noi partiamo sì, dalla realtà concreta, fisica e scientifica per poterla poi superare.
L’esperimento della doppia fenditura

Per supportare la fondatezza di questa impostazione, facciamo riferimento all’esperimento della doppia fenditura.
L’esperimento consiste nel proiettare particelle quantistiche attraverso una barriera che contiene due piccole fessure al fine di misurare come vengono rilevate dopo esserne uscite. E’ stato osservato che se l’ elettrone passa attraverso la barriera quando è disponibile una sola apertura, si comporta secondo le attese: comincia e finisce il suo viaggio come particella. Se invece vengono usate due aperture, quello stesso elettrone inizia il suo percorso come particella ma passa attraverso le fessure simultaneamente, come soltanto un’onda di energia può fare.
La spiegazione è che la seconda apertura ha in qualche modo costretto l’elettrone a viaggiare come se fosse un’onda, pur arrivando a destinazione nella stessa forma in cui è partito: in quanto particella. Per fare questo, l’elettrone deve aver percepito l’esistenza della seconda apertura che è diventata disponibile. Qui entra in scena il ruolo della coscienza. Poiché si presuppone che l’elettrone non abbia una “coscienza” la sola altra fonte di consapevolezza è lo sperimentatore; quindi è la persona che osserva a determinare il percorso dell’elettrone. Non si può dunque osservare il mondo senza alterarlo! Questo dualismo onda-particella, uno dei pilastri della fisica quantistica, ha conseguenze sorprendenti nella nostra vita.
Si può affermare che la realtà risponde ai nostri pensieri, o, meglio, alla nostra Immaginazione.
Si parta dunque dalla Auto-immagine.
L’Auto-immagine non è altro che l’immagine interiore di se stessi, la persona con cui ognuno si identifica. Nel guardarsi allo specchio, la stessa immagine riflessa, non è oggettiva, ma è condizionata dalla immagine interiore.

L’immagine di sé dipende dalla sedimentazione nella memoria, dei giudizi su se stessi e delle immagini con cui ci si è identificati. Un’auto-immagine forte e sicura, influenzerà, naturalmente, la propria Autostima!
Chiediamoci allora:
Quali sono i giudizi su me stesso?
Quali giudizi e credenze limitano la mia vita?
Quanto questi stanno indebolendo la mia Autostima?
La Psicocibernetica
Il luogo della bellezza non è il corpo ma la mente, affermò il famoso chirurgo plastico americano Maxell Maltz. Egli si rese conto, infatti, che alcuni suoi pazienti, dopo l’intervento chirurgico, erano felici e realizzati, altri no. La sua ipotesi fu che alcuni di questi avevano un’immagine interiore, un’auto-immagine, che non corrispondeva a quella realizzata con il bisturi. Ebbe così l’intuizione di chiedere ai pazienti di chiudere gli occhi e visualizzare se stessi con l’aspetto fisico che avrebbero voluto. Si rese conto che la maggior parte di loro era felice anche così, senza l’intervento chirurgico. A seguito di questa scoperta, egli creò la Psicocibernetica, ovvero la cibernetica applicata alla Psicologia.
[ La Cibernetica (dal greco “Kybernetes” , pilota, guida) nata con N. Weiner, nel 1947, partiva dall’ipotesi che vi fosse una sostanziale analogia tra i meccanismi di regolazione delle macchine e degli esseri viventi per cui si proponeva da un lato di creare macchine ad alto grado di automatismo (autoregolazione) per sostituire l’uomo nella sua funzione di controllore, e di macchine dall’altro, per servirsene nello studio di determinate funzioni dell’intelligenza]
Il presupposto di base della Psicocibernetica è che la natura ci abbia fornito di un servomeccanismo, la nostra mente, che, se adoperato in modo corretto, ci permette di raggiungere qualsiasi obiettivo!
Rinforzata l’Auto-immagine interiore, il secondo passo sarà quello di lasciare andare l’Immagine residua di sé. Cos’è l’immagine residua? E’ un’immagine di se stessi che non appartiene più alla persona ma che continua ad agire inconsapevolmente. Ad esempio, se nel passato si era in sovrappeso, nell’osservare una vetrina con dentro un bel vestito, si penserà: “Non lo compro, tanto non mi entra!”, anche se al momento attuale si è normo-peso. Ora si sarà indotti a pensare che per disfarsi dell’immagine residuale, bisogna focalizzarvi l’attenzione per negarla. Al contrario, bisogna accettarla! Solo accettandola, la si potrà lasciare andare in maniera definitiva ed annullarla, relegandola davvero in un passato che non ci appartiene più!

Per comprendere a pieno questo concetto, si pensi a una leggenda indiana: l’aquila vive fino a 70 anni ma attorno ai 40 deve affrontare un radicale cambiamento: gli artigli diventano così lunghi e flessibili da rendere difficile afferrare la preda, il becco si allunga e si incurva e le ali si appesantiscono al punto di rendere quasi impossibile volare.
Ora l’aquila ha due alternative: o si lascia morire, o affronta un profondo processo di rinnovamento che dura ben 150 giorni.. Se decide per la trasformazione, deve volare in cima a una montagna e qui sbattere il becco sulla parete fino a staccarlo, per permetterne la ricrescita dopo alcune settimane. Quindi col nuovo becco strapperà i vecchi artigli e successivamente sarà in grado di strappare dal suo corpo tutte le vecchie penne per permettere una nuova ricrescita che le consentirà di volare per altri 30 anni!
Anche l’uomo dovrebbe permettere a se stesso di lasciare andare la vecchia immagine limitante di sé per favorire la nascita di una nuova immagine più autentica e funzionale.
A questo punto ci si può allenare alla visualizzazione!
La visualizzazione consiste nel creare attivamente delle immagini interiori che avranno poi effetti sull’agire cosciente. La tecnica permetterà di sostituire le immagini negative, che producono eventi spiacevoli, con immagini positive, utili e funzionali. Le fasi possono essere individuate come segue:
Identificare il desiderio: cosa voglio davvero?
Es: fare un esame, parlare in pubblico, uscire con una persona che interessa, fare un colloquio di lavoro…
immaginare i dettagli della situazione : dove sono, in che posizione, la luminosità della stanza, che vestito indosso..
Immaginare lo stato emotivo: rilassato e fiducioso
Visualizzare le emozioni nel corpo: viso rilassato, muscoli distesi, sguardo non imbarazzato, voce tranquilla, non stridula o tremola..
Movimento: creare film realistici e non statici
Coinvolgere tutti i sensi: si sente sullo sfondo una canzone dalla radio dei vicini? C’ è un cane che abbaia? Gli uccelli cinguettano? Ci sono profumi (miei, di altri… )
Immaginare l’emozione nell’aver realizzato il desiderio: senso di soddisfazione, pienezza, gioia, forza
Ripetere più volte al giorno, per tutto il tempo necessario
Ecco qui di seguito altre (fra le numerose) tecniche di visualizzazione e immaginazione creativa:
Per disfarsi della propria immagine residuale:
Rilassati e fai un bel respiro chiudendo gli occhi
Immagina di guardare un vecchio televisore in bianco e nero e “Vedi” il te stesso che non ti piace
Ora visualizza l’immagine come sfocata, sempre più granulosa e sempre più piccola
Con un telecomando immaginario, rendi statica l’immagine e allontanatene, vedendo la tua immagine sempre più piccola e lontana.
Fai un bel respiro e apri gli occhi
Per rafforzare la tua nuova immagine:
Immagina di stare in un cinema di fronte a un grande schermo 3D guardando te stesso in una particolare situazione di vita
I colori sono luminosi e tutto è molto nitido
Osservati mentre ti muovi con sicurezza, provando soddisfazione, gioia e senso di sicurezza
Godi della sensazione di stare lì immerso
Respira, apri gli occhi
Puoi cambiare situazione di vita immaginata ed “allenarti” più volte al giorno