SE NON SIAMO NOI A DECIDERE DOVE ANDARE, CI RITROVEREMO DOVE ALTRI CI HANNO COMANDATO DI ANDARE

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Le persone possiedono dentro di  se’ tutte le risorse necessarie per vivere una vita ricca e significativa. Cosa impedisce dunque di andare nella direzione dell’autodeterminazione e della individuazione? Perché non compiono azioni che permetta loro di realizzare pienamente ciò che sono?

Secondo l’ACT (Acceptance and Commitment Therapy), la risposta sta nell’evitamento esperenziale  e la fusione psicologica. Oggi tratteremo l’ evitamento esperenziale.

EVITAMENTO ESPERENZIALE: Quando il solo obiettivo è quello di fuggire dal dolore (evitamento esperenziale), la persona può scollegarsi totalmente da ciò che è davvero importante per lei e tale scollegamento può essere così pervasivo che esse letteralmente “non sanno” in che cosa credono. 

Se in terapia si chiede al paziente: “Cosa faresti se smettessi di utilizzare tutta la tua energia per eliminare/controllare il dolore, l’ansia, la depressione, l’insonnia, ecc..” egli può semplicemente rispondere: “Non lo so”.

Obiettivo dell’ACT è quello di aiutare il paziente a ritrovare la  DIREZIONE di vita che può essere stata persa nella lotta quotidiana. 

Trovare la propria direzione significa assumere uno SCOPO e operare delle SCELTE. E la scelta si deve basare sui VALORI. Su ciò che è davvero importante per se stessi, su ciò che davvero si desidera nel profondo del cuore. 

Ma si è in grado di dirigere il proprio comportamento?  Si è capaci di prendere consapevolezza del fatto che ci si comporta in maniera opposta a ciò che si desidera?

Si tratta in quest’ultimo caso di SCARTO VALORI – COMPORTAMENTO. 

Il supporto sociale rispetto ai Valori, è sempre molto scarso. La società non è quasi per niente interessata a che l’individuo imposti la  vita sui suoi propri Valori. La società, attraverso il linguaggio, costruisce piuttosto tutta una serie di regole mentali da seguire e a cui bisogna conformarsi, pena sentirsi “difettosi”. Questa riflessione in terapia dunque non può provenire dall’esterno e non sarà supportata dall’esterno: deve provenire dall’interno.

Anzitutto bisogna capire che il Valore non è uno scopo o un obiettivo ma UNA DIREZIONE

OSTACOLI: Ciò non può avvenire senza ostacoli emotivi e cognitivi. Ci sarà sempre un ostacolo che si frappone. Quando la pretesa è che “prima” bisogna eliminare gli ostacoli e “poi” si può fare un’azione legata ai valori, la cosa è  destinata a fallire e si perverrà ad un blocco, ad una paralisi esistenziale e psicologica. Allora dobbiamo chiederci:

  • che tipo di ostacolo è questo? Esterno o interno? Sono persone o situazioni esterne a opporsi alla direzione valoriale, o sono ostacoli interni (pensieri, ricordi, emozioni, sensazioni ecc… )?
  • L’ostacolo proviene da una Pliance? Ovvero un voler essere compiacente rispetto al terapeuta, marito/moglie, amici, colleghi di lavoro, famiglia?
  • Questo ostacolo, ti permette di agire, nonostante sia presente o ti blocca del tutto?
  • L’ostacolo può essere una forma di evitamento?

COME RISPONDERE AGLI OSTACOLI:  agli ostacoli si può rispondere tornando indietro e bloccarsi, oppure con la DISPONIBILITA’. La disponibilità consiste nello scegliere di IMPEGNARSI nell’azione nonostante gli ostacoli stessi.

LA DISPONIBILITA’: è la scelta di agire secondo i propri valori pur sapendo che verranno scatenati i contenuti temuti. Per es. un paziente con agorafobia sarà disponibile ad andare in un centro commerciale pur sapendo che questo scatenerà sintomi panici. O nel coniuge infelice che deciderà di affrontare il partner per parlare dei problemi di coppia, pur sapendo che è possibile il rifiuto dell’altro. Ma forse vi starete chiedendo perché mai si dovrebbe decidere di affrontare un possibile sintomo panico o un rifiuto; la risposta a questa domanda è che nessuno lo farebbe a meno che questo non sia al servizio di un uno scopo di vita sovra-ordinato. Siamo disponibili a compiere un’azione che potrebbe evocare contenuti dolorosi per un Bene superiore!

METAFORA DELLA BOLLA IN MOVIMENTO

La metafora della bolla in movimento esprime bene la disponibilità ad agire di fronte agli ostacoli-

Immagina di essere una bolla di sapone.  Sai quelle bolle di sapone belle grandi che nel loro percorso, a un certo punto inglobano quelle più piccole.

Bene, immagina di essere una bolla come quella  e che che nel tuo cammino, a un certo punto, incontri una bolla più piccola che ti intima di fermarti: “Stop!” Ti dice! Allora tu cosa fai? Giri intorno? Cerchi di passarle al di sotto, al di sopra, a destra o a sinistra… oppure ti fermi e retrocedi? Ecco, tu puoi smettere di continuare il tuo cammino… oppure… continui il tuo cammino inglobando la  bolla più piccola e portandola dentro di te! Questa è la scelta! Questa è la  DISPONIBILITA’. Tradotto significa che continuerai a fare l’azione da te scelta mentre dentro  porterai il tal ostacolo interno (vergogna o rabbia o dolorosi ricordi.. ) o l’amarezza di avere ostacoli esterni. Es: prendo l’impegno di cambiare lavoro o prendere un titolo di studio, mentre dentro di me avrò la paura di fallire (tipico ostacolo interno!)

Dott.ssa Angela Varasano

Psicologa e Psicoterapeuta

Via Pitrè, 1 – angolo via Livorno

Piazza Bologna, Roma