STILI di ATTRIBUZIONE

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Quali sono le nostre reazioni agli eventi? Come li interpretiamo? Quali le ragioni? E’ possibile identificare cause interne o esterne e questo lo si fa mettendo in atto uno schema mentale stabile; si tende cioè a interpretare gli eventi sempre allo stesso modo, identificando le stesse cause. Oltre a ciò, lo stile attributivo influenza le reazioni per gli eventi futuri e modifica le aspettative. E’, quindi, un ottimo predittore del comportamento umano.

Ad esempio, di fronte ad una interrogazione negativa, si potrebbe pensare che  sia stata dovuta al nervosismo del Professore, al “chiacchiericcio” della classe, alla difficoltà dell’argomento, alla fortuna avversa; oppure si può invece pensare di non aver ripassato abbastanza, di non essersi impegnati nel modo dovuto, di non aver provveduto a a fare una mappa sintetica che avrebbe potuto aiutare, ecc..

Nel primo caso, la causa identificata  è ESTERNA  (LOCUS OF CONTROL ESTERNO) al soggetto e quindi tendenzialmente poco controllabile; nel secondo caso invece la causa è INTERNA (LOCUS OF CONTROL INTERNO) e quindi più facilmente e direttamente controllabile dal soggetto.

Le persone di solito preferiscono l’uno o l’altro Stile Attributivo. Anche quando vengono riconosciute più cause, ad alcune si tende ad attribuire maggiore significato. La tendenza a scegliere alcune cause, fa sì che si solidifichi uno specifico Stile Attributivo. 

Lo Stile Attributivo personale consistente nell’interpretare i propri risultati (Auto-attribuzione), può essere molto diverso da quello riferito ad atri (Etero-attribuzione). Di solito l’individuo tende a dare spiegazioni interne in caso di successo e esterne in caso di insuccesso.

INTERNO—> controllo il mio destino (“Riesco perché mi impegno”)

ESTERNO —> gli altri controllano il mio destino (“Non riesco perché la fortuna mi è stata avversa”)

In questo modo si riesce a mantenere un alto livello di Autostima

IN CLASSE l’insegnante, nell’attribuire un significato all’insuccesso dell’allievo, può essere indotto a dare un peso eccessivo alla carenza di capacità e di impegno; “Non è portato”, “Non si impegna”. Comunicare questo convincimento da parte dell’insegnante, può portare spesso a sicuri insuccessi. L’allievo proverà un vissuto emotivo di auto-svalutazione verso se stesso e rabbia verso gli altri. 

Secondo la quasi totalità degli studi, la vergogna, che dipende dall’attribuzione alla propria poca abilità, porta alla demotivazione e quindi alla “fuga dal compito”; il senso di colpa, attribuito al poco impegno, porta invece ad agire, ad “andare verso”, a perseguire l’obiettivo; la rabbia ad “andare contro” qualcuno o qualcosa di esterno che ha provocato il fallimento.

Vergogna per la bassa abilità—> demotivazione

Senso di colpa derivata dal poco impegno—> proseguimento degli obiettivi

Rabbia per non riuscire—> contrarietà agli altri

L’insegnante che manifesti questo convincimento sulla mancanza di  abilità e capacità dell’allievo, aderisce di solito a una teoria dell’intelligenza come entita’; Se invece crede nella teoria dell’accrescimento, tenderà a pensare a un insuccesso come a una carenza di impegno.

SECONDO LA TEORIA DELL’ENTITÀ, l’intelligenza è innata e immodificabile, una forma fissa, un patrimonio che ogni persona ha alla nascita e ove non può essere esercita nessuna azione di potenziamento.

LA TEORIA DELL’ACCRESCIMENTO sostiene invece che essa possa essere potenziata in quanto direttamente legata a stimolazioni ambientali e a esperienze di apprendimento che, facendo leva sul patrimonio individuale, permettono un ampliamento degli strumenti conoscitivi e delle facoltà intellettive.

Si rifletta ora sul ruolo del tono dell’umore!

Attribuire il proprio successo “all’umore giusto” o l’insuccesso al fatto di essere arrabbiati o nervosi, inclina a risultati negativi nel futuro poiché l’umore è molto instabile e difficile da controllare

Valutiamo il nostro personale Stile di Attribuzione utilizzando il seguente Questionario 

Somma il punteggio delle risposte corrispondenti alle seguenti affermazioni:

–  Ce l’ho messa tutta

–  Sono bravo

–  Non sono stato capace

–  Non mi sono sforzato

-Non ho lavoro abbastanza

-Non ho studiato

Se hai raggiunto o superato 7, credi molto in te stesso e quindi ti ritieni il responsabile principale di quanto ti succede. Sei in buone condizioni per affrontare l’impegno scolastico, basta che tu voglia indirizzare le tue risorse per cercare il successo e non aspettare che ti capiti addosso.

Se hai totalizzato da 4 a 6, ti trovi in una situazione di equilibrio tra il subire e il determinare quello che ti capita. In breve: a volte credi in te stesso, altre volte ti senti condizionato dall’esterno. Non c’è molto da preoccuparsi se la fiducia in te stesso non scade ulteriormente e se attribuisci te stesso almeno i successi

Se hai totalizzato meno di 4 siamo proprio agli sgoccioli per quanto riguarda la fiducia nelle tue capacità o potenzialità. Ti senti in balìa degli altri e del destino per cui anche quando ti va bene  non riesci a credere che sia merito tuo. E’ necessario cambiare tipo di pensiero, almeno per quanto riguarda i successi. In altre parole devi credere che, quando riesci in qualcosa, è merito tuo e che, se lo vuoi, ci puoi riuscire ancora.